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L'aperitivo di stasera è il "The Dandy" da Difford's Guide:
30ml whiskey (ho aumentato a 45ml)
30ml Suze
30ml Martini dry.
Stirr&Strain e guarnire con rosmarino.
Per la serie "non ho mai assaggiato un twist del che non mi sia piaciuto". Ma siamo al limite 😉

@Batarea oggi ho bevuto un cocktail in lattina. Posso chiedere cosa cambia rispetto a uno fatto al bar?

@surveyor3 dipende dal cocktail.
Ad esempio i cocktail che prevedono succhi sono sempre più buoni se fatti con la frutta fresca invece che col concentrato.
Se parli di cocktail più semplici (ad esempio il gin tonic), se non ricordo male la differenza sta nella quantità di spirito (mi pare sia poco quello presente nelle lattine).
In generale un cocktail ben fatto (in casa come al bar) è sempre più buono e che più economico come prezzo/litro.

@Batarea quindi i grandi classici: spritz e negroni, teoricamente potrebbero essere venduti ai baristi in contenitori dove sono già miscelati?

@surveyor3
Qua la questione è molto diversa: se mi chiedi che differenza c'è tra un prodotto premiscelato ed uno fatto al momento posso condividere la mia esperienza, ma a livello "industriale" non saprei 😁.
Vado a naso: il vermouth ha scadenza molto più ravvicinata rispetto a gin e Campari, quindi occorre stare attenti; poi se vado al bar voglio vedere il drink creato davanti ai miei occhi, come fa Palazzi al Dukes.
Infine spritz e Negroni sono così semplici che il risparmio sarebbe minimo!

@surveyor3
Piccolo OT sul tema: chi ama farsi i cocktail a casa, di solito finisce con avere "fondi" di bottiglia inutilizzabili.
Con quelli ci si può fare una bottiglia di "cocktail infinito" in frigo o in freezer.
Ad esempio una bottiglia di simil-Martini 50/50 dove svuoti i gin/vodka ed i vermouth bianchi, ed un simil-Negroni, dove svuoti gli amari, i vermouth rossi e i liquori dolci, e i rimanenti spiriti.
L'importante è cercare sempre di mantenere le proporzioni più o meno allineate.

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