La russofobia impedisce ragionamenti lucidi: secondo Carretta il disertore russo deve passare la frontiera liberamente come profugo, dicendo solo "voglio disertare" mentre alla moglie e ai figli del disertore dobbiamo dare un calcio in culo alla frontiera negando anche i visti turistici, lasciandoli in balia di un regime che perseguita i disertori e le loro famiglie. Prima di inventare brillanti soluzioni col sangue agli occhi e la cultura del nemico in testa, calmarsi e riflettere.

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E a conferma che la russofobia è contagiosa, arrivano dei grandi esperti di geopolitica per i quali i disertori non vanno bene nemmeno se rinchiusi nei campi profughi, perché sono tutti pericolosi in quanto potenziali spie. Calmatevi, che tutto questo odio fa male al pianeta, e non aiuta chi vuole sfuggire a Putin.

A ulteriore conferma che la russofobia ottenebra il ragionamento, in coda ad un discorso a favore dei DISERTORI e delle loro FAMIGLIE, c'è chi ti risponde "visto che sostieni la diserzione, perché non ti arruoli"? 😮 Questo tipo di ottuso accanimento contro un nemico che esiste solo nella nostra testa per mancanza di dialogo, comprensione ed empatia, contribuisce all'escalation in corso e aumenta il rischio per tutti. Calmiamoci e ragioniamo. Viva i disertori e gli obettori di ogni esercito.

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@gubi scusa ma non e’ che ho capito la logica qui di sto tizio

@luci @gubi

Probabilmente una grossa quaglia che pensa che se non sei a favore dello sterminare i russi sei un filorusso che per coerenza dovrebbe andare a combattere con i russi.

@gubi
Attenzione però a non cadere in un ottimismo semplicista. Accogliere i disertori e le loro famiglie è umanitariamente la scelta giusta, e per di piú può essere un ottimo strumento per disinnescare l'aggressione russa sul breve termine, ma è indubbiamente un incubo logistico (sempre sul breve termine) e pericoloso sul medio e lungo termine: e tanto piú si voglia ridurre il rischio sui tempi piú lunghi tanto piú diventa complicato logisticamente sul breve termine.

(continua>)

@gubi
I rischi di infiltrazioni di agenti “di disturbo” sono concreti, non è questione di russofobia. Vanno considerati, prendendo le dovute precauzioni.

Ma c'è di peggio: anche ammettendo che l'accoglienza aiuti ad anticipare la fine del conflitto, rimane il problema del cosa fare _dopo_. Quelli che vogliono tornare a casa torneranno, ma per quelli che vogliono rimanere cosa si fa? Li si tiene o li si rimpatria a forza?

(continua>)

@gubi
L'ideale sarebbe che restassero dove desiderano, ma questo crea un altro problema: la formazione di potenziai exclavi russe che potranno essere usate dal prossimo Putin come scusa per un nuovo conflitto.

@oblomov questi rischi ci sono anche con i profughi ucraini, africani, palestinesi e afghani, ma non ci hanno mai impedito di accoglierli. Il "cosa fare dopo" è noto da anni: politiche di integrazione, peraltro ben finanziate dall'Europa con soldi che però nessuno tocca per paura di perdere voti di razzisti e padani. Il rimpatrio forzato di un profugo nel regime da cui fugge è illegale ai sensi del diritto internazionale.

@gubi Non credo proprio si possano mettere sullo stesso piano i rischi che una qualunque nazione europea può correre con profughi afghani, palestinesi o africani con quelli che Finlandia, Polonia, Estonia, Lettonia, Lituania potrebbero correre accogliendo profughi russi: e non per questioni etniche o per russofobia, ma per la semplice realtà dell'essere al confine con una nazione (1) in guerra e (2) con mire espressamente espansionistiche.
(continua>)

predizione cinica ma probabilmente accurata 

@oblomov @gubi succede che ce ne dimentichiamo appena esce fuori dal ciclo delle notizie

predizione cinica ma probabilmente accurata 

@luci @gubi

E poi tra 60 anni «eh ma com'è che Putin III ora si vuole prendere la Finlandia meridionale?»

predizione cinica ma probabilmente accurata 

@oblomov @luci tra 60 anni possiamo imparare qualcosa che è stato scoperto 70 anni fa: nessuna invasione è possibile senza il consenso del popolo invaso, e se questo si organizza in forme di resistenza non armata basta un uomo in mutande per mandare a casa una potenza coloniale. Ma per farlo i finlandesi dovrebbero investire in cultura, formazione e addestramento alla difesa popolare quello che ora si butta nel cesso per foraggiare la Nato e gli armieri

predizione cinica ma probabilmente accurata 

@gubi scusami tanto, ma di che stiamo parlando? Del contesto geopolitico attuale o di quello che ci piacerebbe ci fosse?

@luci

predizione cinica ma probabilmente accurata 

@oblomov @luci io sto parlando di un contesto geopolitico possibile se al centro del discorso pubblico ci fossero le persone da proteggere e non le guerre da vincere.

@gubi ma questo non è il contesto geopolitico attuale, che è quello che deve essere preso in considerazione da un governo confinante con la Russia nel momento in cui deve decidere se e come accogliere i disertori.

@luci

@oblomov @luci ripeto che il "se accogliere" non è in discussione. Se la Russia è un regime criminale tutti hanno diritto di fuggire dai regimi criminali e ottenere asilo nelle democrazie che si pretendono evolute e ispirate ad alti principi di umanità.

@oblomov anche la consegna di armi è stata un incubo logistico, e infatti molte di queste armi si sono perse per strada (lo dicono Europol e Interpol). Ma a quanto pare ci sono incubi logistici che si affrontano più volentieir di altri, e facendosi meno problemi. Se facciamo una fredda valutazione demografica è solo un bene "importare" delle persone in età lavorativa, assieme ai loro figli e compagni, in un'Italia sempre più vecchia e improduttiva.

@gubi Ci sono due differenze importanti: la prima è che la vendita di armi ha un ritorno economico a breve termine che fa tanto comodo per dimenticare i rischi; la seconda è che qualunque casino con le armi perse per strada è a tempo relativamente breve; la formazione di exclavi significa dare spazio a Putin III o chi per lui di tentare l'annessione della Finlandia meridionale nel 2080 (per dire) per andarli a “liberare”. (continua >)

@gubi (continua>) E questo non è qualcosa che combatti con le politiche di integrazione, perché la presenza di queste exclavi non è motivazione _reale_, è solo una scusa, come lo sono Crimea, Donbas & co. A Putin di quelle persone non interessa un cazzo, interessa il territorio. E sarebbe lo stesso per le mire espansive del prossimo tsar wannabe.

@oblomov chi dice che i casini con le armi perse per strada sono di breve durata? Interpol ed Europol invece dicono che le armi perse per strada andranno in mano alla criminalità, e quindi saranno puntate contro di noi. Proprio perché non vogliamo la formazione di exclavi bisogna accogliere i disertori russi e le loro famiglie in tutta l'Europa e non ghettizzarli in una determinata area geografica, cosa che non è una scelta politica opzionale, ma un dovere che nasce dal diritto d'asilo altrui.

@gubi Mettiamola cosí: sono abbastanza sicuro che in Finlandia avranno meno da preoccuparsi per i prossimi 60 anni degli RPG finiti nelle mani sbagliate che non della possibile formazione di un'exclave russa.

Riguardo ad impedire la formazione di exclavi: le persone provenienti da un medesimo contesto culturale hanno la tendenza a formare exclavi indipendentemente dall'attitudine ghettizzante del paese ospitante.

(continua >)

@gubi L'unico modo realistico per impedire la formazione delle exclavi è impedire alla gente di andare a vivere e lavorare dove vuole, forzando la disgregazione.

(Sorvolo sulla capacità dell'Europa di organizzare, anche con le migliori intenzioni, una redistribuzione dei profughi su tutto il territorio. Non mi risulta sia stato fatto in maniera significativa nemmeno per gli ucraini, per i quali c'era molta piú disponibilità.)

@oblomov benissimo, ma allora il problema non è solo la pazzia di Putin ma anche la pazzia di un occidente che vuole risolvere tutto con le armi a doppia morale e niente con l'intervento civile, l'accoglienza, la difesa popolare, e tante cose che non sono utopie, ma strumenti già usati nel corso della storia.

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