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Contro il vero militarismo, che chiama finti anche i pacifisti veri.

Contro il conflitto di interessi di chi ieri serviva gli interessi dell'industria armiera e oggi dice di servire il pubblico interesse.

Contro la criminalizzazione del dissenso pacifista, che ha già provocato centinaia di migliaia di morti in Iraq e Afghanistan.

Contro il potere politico e militare che uccide in Ucraina come nel fondo del mediterraneo, in Kurdistan come in Yemen.

Contro il fascismo che vive di guerra.

@gubi sono d'accordo quasi su tutto, ma perché lasciare a sé stessa l'Ucraina? Siamo sicuri che si otterrebbe la pace e non ulteriori violenze a senso unico?

@clabacchio non è in discussione il sostegno all'ucraina, ma il sostegno all'ucraina realizzato attraverso un prestito di guerra per finanziare una fornitura di armi non tracciate, per le quali Europol e Interpol hanno segnalato il rischio che parte delle forniture finiscano in mano a gruppi criminali. L'Ucraina si può sostenere anche con strumenti diversi, militari e civili, armati e non armati. Ad esempio togliendo il diritto di veto nel CS ONU e realizzando una missione di Peacekeeping.

@gubi però, per controverso che sia, è stato l'invio di armi a tenere in piedi la resistenza ucraina.
Il peacekeeping non credo sia compatibile con lo stato della Russia nell'ONU

@clabacchio le missioni di peacekeeping sono una prerogativa dell'ONU, che in questo caso è resa impossibile dal diritto di veto detenuto dalla Russia in seno al consiglio di sicurezza ONU. I pacifisti che oggi sono tanti bistrattati, da DECENNI chiedono la democratizzazione dell'ONU (vedi figura), ma gli atlantisti li hanno ignorati perché anche gli USA volevano tenersi ben stretto il loro diritto di veto. Solo oggi si assistono a timidi tentativi di riforma, vedi

amnesty.it/nazioni-unite-risol

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