A conferma che le armi seguono gli ordini di chi le controlla, e non quelli di chi le regala o le abbandona in un territorio invaso, Putin sta negoziando coi talebani per comprare le armi che il nostro esercito atlantico dei buoni ha abbandonato in Afghanistan dopo averlo invaso per venti anni dichiarando di voler portare una pace ed esportare la democrazia mentre lasciava dietro di sé una scia di circa duecentomila vittime. :nonviolenza: :peace:

republicworld.com/world-news/r

Sfogliando l'archivio di "Redattore Sociale" ritrovo un mio articolo del DUEMILAECINQUE, quando i militaristi di oggi erano gli ignavi menefreghisti di ieri, e i pacifisti urlavano al vento di non vendere armi a Putin. E devo pure sentirmi chiamare amico dell'invasore e complice di stragi se esprimo idee diverse da quelli che applaudono dal divano le guerre fatte con la pelle degli altri e i soldi di tutti, pacifisti inclusi. :nonviolenza: :peace: :nowar:

Se l'orientamento di questo microsondaggio dovesse rispecchiare quello dell'opinione pubblica nel suo insieme, possiamo dire che ci è imposta contro la nostra volontà una parte della spesa militare che vorremmo destinare agli aiuti umanitari?

sociale.network/@gubi/10959409

Gli aiuti umanitari sono appena il 7% dei soldi che mandiamo in Ucraina, e questo costringe alla questua le agenzie ONU:

sociale.network/@gubi/10959226

:peace: :pace: :nowar: :ancomheart:

Riassunto sull'aggressione del popolo dalla mia prospettiva nonviolenta:

DATI di realtà con cui fare i conti:

sociale.network/@gubi/10961872

OPZIONI non armate che possiamo sostenere come cittadini di una democrazia che "ripudia la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti e consente alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni".

sociale.network/@gubi/10961882

Si può riconvertire in spesa sociale e umanitaria parte della spesa militare.

L'Italia dedica agli aiuti umanitari (cibo, medicine, assistenza) solo il 7% della somma stanziata per l'Ucraina.

sociale.network/@gubi/10959226

Il blocco NATO ha una spesa militare pari 1000 MRD USD / anno (contro i 65 della Russia)

sipri.org/databases/milex

Nel frattempo le organizzazioni umanitarie ONU non hanno fondi sufficienti a gestire le emergenze in Ucraina.

sociale.network/@gubi/10959233

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Dati di fatto che ognuno può interpretare in coscienza:

Il 93% dei soldi spesi dall'Italia per l'Ucraina sono aiuti MILITARI e FINANZIARI.

Solo 43 milioni su 673 sono spesi per aiuti UMANITARI.

L'Italia è al 32mo posto nel mondo per la percentuale di PIL destinata agli aiuti UMANITARI all'Ucraina, al 24mo posto per la % destinata agli aiuti MILITARI.

e invitano gli italiiani a fare donazioni alla

ifw-kiel.de/topics/war-against

noipa.mef.gov.it/cl/web/guest/

Un generale ucraino regala un lanciarazzi al capo della polizia polacca, garantendo che è usato e inoffensivo. Il capo della polizia se lo porta in ufficio e quando lo sposta esplode. Da questi fatti ognuno potrà farsi un'idea della fondatezza dei teoremi di chi sostiene l'utilità delle armi per garantire pace e sicurezza.

What happened in KGP? General Jarosław Szymczyk on the explosion at the Police Headquarters, gifts from Ukraine and possible resignation

polishnews.co.uk/what-happened

Viva le armi atlantiche dei buoni, pagate con i soldi di tutti per portare pace e sicurezza nel mondo. Alla faccia dei putiniani che si ostinano a ripetere che forse come idea regalo un lanciagranate non è il massimo della vita.

Police chief fired grenade launcher given as gift by Ukraine, Polish media reports | Poland | The Guardian

theguardian.com/world/2022/dec

Per Panebianco è un errore "pensare che il commercio delle armi sia la causa principale, o anche solo una delle cause, delle guerre", perché la gente se vuole si ammazza anche col machete come in Rwanda. Dice che "anche se il commercio delle armi venisse limitato le guerre non cesserebbero". Magari non cesserebbero, ma morirebbe molta gente di meno, come si dimostra facilmente sfidando a duello Panebianco: lui col machete, l'altro con una pistola di quelle che vendiamo ai regimi.

Prima che il suo partito abboccasse alla bufala atlantica di Draghi sul presunto obbligo di portare la spesa militare al 2% del PIL (confutato dati e documenti alla mano sul mio blog per l'Espresso) la stessa persona diceva "non è un modello un paese che preferisce spendere per armi piuttosto che per crescere". Gli ignoranti guerrafondai diranno: ma ora siamo in guerra con la Russia! E i numeri gli risponderanno: la spesa militare NATO era già prima più del decuplo di quella Russa.

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Da un quarto di secolo la stessa scemenza: ma come, nel mezzo di una guerra (con Bin Laden, con l'Isis, con Putin) tu chiedi il disarmo nucleare? Ma allora sei un amico dei talebani, dei terroristi e di Putin! Poi lo dice il secgen e tutti muti.

Negli usa il business delle cartelle antiproiettile è in fermento. Viva il libero mercato, abbasso i kommunisti che vogliono mettere per l'uso delle armi vincoli simili a quelli richiesti per l'uso dell'automobile.

A Roma c'è in media una pistola per ogni condominio. Viva lo sport!

La CBS ha messo online un documentario in cui una ricercatrice di che ha partecipato al rapporto del 4 agosto spiega che le armi mandate in giro per il mondo devono essere tracciabili, sennò vanno a criminali e terroristi, e che delle armi mandate in Ucraina si perdono le tracce. Qui al minuto 18:45
cbsnews.com/news/ukraine-milit

Le armi pagate con i soldi nostri e dirette in Ucraina rischiano di essere intercettate dalla criminalità. Allarmi lanciati da Interpol, Europol e Commissione Europea. Ho scritto una interrogazione parlamentare per vedere se c'era qualcuno interessato a chiedere delucidazioni al governo, ma in pratica è tutto fermo fino al voto, e quindi non mi resta che affidare queste domande a internet come un messaggio in bottiglia.

docs.google.com/document/d/1KS

Adoro il profumo del napalm virtuale del fact-checking che brucia le bufale guerrafondaie di ex candidati alla segreteria del PD ed ex direttori dell'Unità, sbufalate il giorno stesso dell'uscita in edicola.

gubitosa.blogautore.espresso.r

Furio Colombo ha detto il falso su . NON ESISTE UNA DIRETTIVA UE che obbliga l'ITALIA a dare il 2% del PIL alla NATO. Esistono solo accordi informali e non vincolanti presi in sede NATO (non UE), che l'Italia può ignorare come ignora gli accordi presi in sede ONU negli ANNI 70 per destinare il 7 per mille del PIL per la cooperazione allo sviluppo. Se non vi piacciono le bufale armate scrivete a rubrica.lettere@repubblica.it per chiedere una rettifica, come ho fatto io.

Vi ricordate quando i realpolitici (mica i pacifisti) dicevano che la NATO chiedeva il 2% del Pil come obiettivo non realistico, per spostare verso la NATO il peso politico che all'epoca si iniziava a dare alla difesa europea? Bei tempi quelli.

carnegieeurope.eu/2015/09/02/p

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