Sul Lancet Naomi Oreskes spiega che l'esitazione vaccinale è un problema complesso, e a volte viene fomentato anche dalla privatizzazione dei sistemi sanitari, che scoraggia dalla vaccinazione le persone non coperte da assicurazione. Da leggere.

thelancet.com/journals/lancet/

"Dibattiti" che fanno male alla scienza, all'immagine degli scienziati e alla .

Esimio Burioni, la stampa non deve dire quello che le pare a patto di citare fonti scientifiche, quello lo fanno i ricercatori. La stampa deve informare sul consenso della comunità scientifica. Qual è la differenza? L'articolo di Wakefield sul Lancet che associava vaccini e autismo è uscito nel 1998, ma ritrattato solo nel 2010. E in quei 12 anni scrivere sui giornali "i vaccini sono associati all'autismo" non era buon giornalismo, (nemmeno citando Wakefield) perché non c'era consenso.

Il geologo Bretz ci ha messo CINUANTASETTE anni per vedere riconosciuta la sua teoria dalla comunità scientifica dei geologi.

Gli scienziati con ipotesi rivoluzionarie non screditano la scienza, ma la sfidano con nuove teorie. Le loro vittorie diventano nuova scienza, che fa progredire quella vecchia.

La pseudoscienza la riconosci perché non vuole, non cerca e non regge il confronto con la scienza.

en.wikipedia.org/wiki/J_Harlen

Science IS democratic, even if scientific research and methods are not bases on democratic decisional processes. Citizens can participate to scientific endeavour, contribute to it, identify research gaps. Slide by Ingrid VAN MARION from microprogramme civis.eu/en/civis-micro-progra

Perché la gente non compra più i quotidiani? Forse anche perché mettono in circolazione manipolazioni criminose di pubblicazoini scientifiche, facilmente smentibili leggendo la fonte diretta. Qui c'è l'articolo, conclusioni in figura, la prova provata che "La Verità" più che un quotidiano è un ossimoro.

sciencedirect.com/science/arti

Stasera seminario molto interessante con l'università Laval del Quebec. Il professor Fabio Henrique Pereira mi ha fatto un gradito invito per condividere i miei studi dottorali sulla nell'ambito del suo corso di giornalismo scientifico.

flsh.ulaval.ca/notre-faculte/r

ulaval.ca/etudes/cours/com-606

La comunicazione scientifica italiana su questioni sanitarie fa talmente schifo che un giornalaccio autoproclamatosi "La Verità" mette a rischio vite umane con la disinformazione di ciarlatani interdetti dall'esercizio della professione medica.

A quanto pare l'agenzia di comunicazione in questione esiste e si chiama Elastica. La gestione dell'immagine pubblica degli scienziati come personaggi di intrattenimento apre nuove frontiere nel dibattito deontologico sulla comunicazione scientifica, che dovrà analizzare il conflitto di interessi tra l'esigenza "professionale" di "apparire" del personaggio pubblico e la sua effettiva capacità di mettere in atto una comunicazione scientifica fatta secondo le buone pratiche della .

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Se proprio deve dilagare l'antiscienza, almeno quella dei novax non dilaga con i miei soldi, finanziando placebo che ingrassano il business di "Big Candies", dove si vendono palline di zucchero a 150 euro al chilo.

"l'aspetto umano incide fortemente sui benefici psicologici e su una migliore aderenza alle cure ricevute" In pratica ti danno le caramelle omeopatiche per farti accettare meglio i disagi della chemioterapia. Ma allora a quel punto meglio un biscotto al burro di .

Ogni volta che si tratta il fenomeno sociale dell'esitazione vaccinale con il linguaggio che si usa per trattare il fenomeno criminale individuale, c'è un indeciso che rompe il suo rapporto di fiducia con la scienza e passa al lato oscuro dei novacs. La è una cosa seria.

Dietro questa notizia non vedo il fallimento di due genitori, ma un fallimento che va al di là delle responsabilità di questa coppia, e riguarda una società dove l'OMS ha certificato una "infodemia" in atto, che colpisce persone di ogni scolarizzazione e classe sociale.

Il discorso d'odio verso i non vaccinati è tollerabile? Se sì, su quali basi? Se no, su quali principi? C'è differenza tra combattere l'antiscienza e odiare chi la diffonde? C'è differenza tra non vaccinati e "novax"? L'empatia è un ingrediente necessario alla campagna vaccinale? E' possibile contrastare i danni del virus senza i danni collaterali di uno stigma di avversione verso il 10% della popolazione vaccinabile? La discriminazione può essere giustificabile su basi scientifiche?

Affermare che l'esitazione vaccinale abbia come unica causa una colpevole ignoranza da sanzionare è una tesi antiscientifica. Le scienze sociali, infatti, hanno analizzato il fenomeno della "vaccine hesitancy", e ti spiegano perché colpisce anche persone istruite e perfino laureati in medicina. Spoiler: è un fenomeno complesso che non riguarda solo l'ignoranza individuale, ma anche il livello di fiducia sociale in tante cose che non sono solo l'idea astratta di scienza o scienziato.

If science becomes politicized, we're in big trouble, because more and more people will develop scientific beliefs on the basis of their political, cultural and social identity and not scientific knowledge on the best available evidence.

news.uchicago.edu/story/trust-

As the world continues to race against the coronavirus pandemic, scientists are racing to predict what might happen next. From South Africa to Belgium, a team of scientists and researchers is building a global picture of how various Covid-19 scenarios might play out with a goal of understanding what a post-pandemic world could look like.

The 'clocks' Covid-19 set ticking | Unlocking Science | BBC StoryWork

bbc.com/storyworks/unlocking-s

A great storytelling from BBC, in partnership with the International Science Council.

Unlocking Science
bbc.com/storyworks/specials/un

Se fosse vero (e non ho motivo di dubitarne) che esiste una agenzia di comunicazione che promuove la visibilità di virostar a prescindere dal credito che godono nella comunità scientifica, cosa rimane della retorica sulla meritocrazia dell'impact factor, il valore del curriculum accademico e il merito individuale riconosciuto come unico e imprescindibile presupposto per parlare pubblicamente di scienza medica?

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