Dò il benvenuto nel fediverso a @medbunker, al secolo Salvo di Grazia, ottimo divulgatore scientifico con un approccio aperto, umano e dialogante alla che aiuta a capire concetti complessi con parole semplici. Seguite il suo encomiabile volontariato culturale se volete difendervi dai moderni venditori di olio di serpente, che cercano nell'antiscienza un facile lucro economico e talvolta anche politico.

How Twitter shaped the public discourse about science in pandemic times: an insightful NYT article by @ct_bergstrom explaining that the medium is still the message also online, and this fueled the migration of people to .

nytimes.com/2022/11/19/opinion?

"Twitter can influence the behavior of its users. The carrot and stick of likes and abuse may have led some researchers to bend away from the norms‌‌ that underlie scientific activity, like objectivity and organized skepticism".

Cosa c'è di peggio di una politica che si nasconde dietro la scienza per deresponsabilizzarsi e invocare entità superiori oggettive per giustificare le proprie scelte soggettive? La politica che dice "della scienza me ne frego, e poiché non è una religione posso prendere decisioni in direzione opposta alla migliore conoscenza disponibile, perché io prendo ordini solo da Dio, Patria e Famiglia". Ma la scienza va seguita proprio per le sue differenze epistemologiche col dogma religioso.

Salvo di Grazia, AKA medbunker, valido comunicatore scientifico definito con sprezzo e alterigia "ginecologo di provincia" da uno stimato televirologo, conferma che comunicazione dell'incertezza e del consenso scientifico in condizioni di incertezza sono cruciali per la .

I novax coccolati e blanditi da capipartito di destra, le virostar usate per acchiappare voti a sinistra. Vittima di questo teatrino è la scienza, politicizzata e polarizzata su due fronti opposti da gente che raschia con le unghie il fondo del barile dell'elettorato.

"Lo spazio dice alla materia come muoversi e la materia dice allo spazio come curvarsi". Questa frase mi è rimasta impressa da quando l'ho ascoltata da alle elementari, che ha fatto capire questo concetto complesso a me e a tanti bambini. Un pioniere della .

Mi dispiace per , per quelli che la sua tendenza a sminuire l'interlocutore ha allontanato dalla migliore conoscenza scientifica, e in primis per le vittime delle sue intemperanze. Ma io lo avevo avvisato: la , come la virologia, va studiata, non si improvvisa.

Non date retta a questo signore, il paese non si distrugge isolandosi con un test covid positivo, lo ha distrutto il finto prete che ha fondato il suo ospedale privato mettendo le mani in tasca al bilancio pubblico. Attacchi ai lavoratori a beneficio delle imprese che danneggiano la comunicazione scientifica, il credito delle istituzioni scientifiche, la fiducia nella campagna vaccinale e nelle indicazioni della scienza medica. La pseudoscienza si annida anche dietro i camici bianchi. .

Nel giornalismo POLITICO devi riportare correttamente l'opinione dell'intervistato. In quello SCIENTIFICO devi riportare correttamente anche il CONTESTO in cui si colloca quell'opinione. A entrambi si richiede COMPLETEZZA, e se fai un paginone negazionista ne devi fare altri 99 sulla realtà della crisi climatica per riflettere il consenso del 99% della comunità scientifica sulla natura antropogenica della crisi. Altrimenti sei un imbroglione che traveste da scienza un'agenda politica.

Sul Lancet Naomi Oreskes spiega che l'esitazione vaccinale è un problema complesso, e a volte viene fomentato anche dalla privatizzazione dei sistemi sanitari, che scoraggia dalla vaccinazione le persone non coperte da assicurazione. Da leggere.

thelancet.com/journals/lancet/

"Dibattiti" che fanno male alla scienza, all'immagine degli scienziati e alla .

Esimio Burioni, la stampa non deve dire quello che le pare a patto di citare fonti scientifiche, quello lo fanno i ricercatori. La stampa deve informare sul consenso della comunità scientifica. Qual è la differenza? L'articolo di Wakefield sul Lancet che associava vaccini e autismo è uscito nel 1998, ma ritrattato solo nel 2010. E in quei 12 anni scrivere sui giornali "i vaccini sono associati all'autismo" non era buon giornalismo, (nemmeno citando Wakefield) perché non c'era consenso.

Il geologo Bretz ci ha messo CINUANTASETTE anni per vedere riconosciuta la sua teoria dalla comunità scientifica dei geologi.

Gli scienziati con ipotesi rivoluzionarie non screditano la scienza, ma la sfidano con nuove teorie. Le loro vittorie diventano nuova scienza, che fa progredire quella vecchia.

La pseudoscienza la riconosci perché non vuole, non cerca e non regge il confronto con la scienza.

en.wikipedia.org/wiki/J_Harlen

Science IS democratic, even if scientific research and methods are not bases on democratic decisional processes. Citizens can participate to scientific endeavour, contribute to it, identify research gaps. Slide by Ingrid VAN MARION from microprogramme civis.eu/en/civis-micro-progra

Perché la gente non compra più i quotidiani? Forse anche perché mettono in circolazione manipolazioni criminose di pubblicazoini scientifiche, facilmente smentibili leggendo la fonte diretta. Qui c'è l'articolo, conclusioni in figura, la prova provata che "La Verità" più che un quotidiano è un ossimoro.

sciencedirect.com/science/arti

Stasera seminario molto interessante con l'università Laval del Quebec. Il professor Fabio Henrique Pereira mi ha fatto un gradito invito per condividere i miei studi dottorali sulla nell'ambito del suo corso di giornalismo scientifico.

flsh.ulaval.ca/notre-faculte/r

ulaval.ca/etudes/cours/com-606

La comunicazione scientifica italiana su questioni sanitarie fa talmente schifo che un giornalaccio autoproclamatosi "La Verità" mette a rischio vite umane con la disinformazione di ciarlatani interdetti dall'esercizio della professione medica.

A quanto pare l'agenzia di comunicazione in questione esiste e si chiama Elastica. La gestione dell'immagine pubblica degli scienziati come personaggi di intrattenimento apre nuove frontiere nel dibattito deontologico sulla comunicazione scientifica, che dovrà analizzare il conflitto di interessi tra l'esigenza "professionale" di "apparire" del personaggio pubblico e la sua effettiva capacità di mettere in atto una comunicazione scientifica fatta secondo le buone pratiche della .

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